In questa rubrica abbiamo già trattato caschi ed in futuro lo rifaremo di sicuro ma il concetto è proprio questo, andare ad analizzare, in modo oggettivo e critico, il materiale che stiamo utilizzando nel periodo in cui scriviamo (di solito nella stagione). Proprio per questo, oggi, andremo a valutare il casco che usiamo, ormai da mesi…. l’MT500 di Endura.

Partendo dalla confezione si intuisce che è di pregio, ovvio, non parliamo del packaging in sè ma dalle foto e dalle spiegazioni di cosa abbiamo tra le mani. Si vedono subito i particolari che contraddistinguo questo articolo e, passatemi il termine e il modo,…l’ARTICOLO.
– Sì perchè senza il casco non esco di casa in bici e neppure se questo non mi da una certa sicurezza (oltre al confort o estetica) –
Le peculiarità di questo modello top di gamma sono:
– struttura con l’innovativo Koroyd®
– copertura del cranio ben fatta ed ampia
– taglie diverse ma anche chiusura con range molto ampio per regolazione fine
– aggancio superiore nativo per ActionCam ma anche per una luce da casco (indispensabile sopratutto per non andare ad “attaccare” cose non studiate dalla casa costruttiva)
– visiera regolabile a scatti in modo fluida ed immediata senza utilizzo di attrezzi per posizionare occhiali o (perfetta) mascherina
– aggancio posteriore per il nastro della mascherina

Le regolazioni e le chiusure sono molteplici. Si parte con la chiusura micrometrica posteriore, che è molto utile per andare a ricercare la massima chiusura in base al proprio testa, per arrivare alla regolazione, tramite 3 posizioni, della calotta rispetto alla chiusura. Questa regolazione, nel mio caso, è stata fondamentale perchè mi ha permesso di ruotare il casco verso la fronte lasciandomi regolare al meglio anche il laccetto intorno alle orecchie (che prima andava a toccare dando fastidio).

Per quanto riguarda le innovazioni che aiutano il biker (non sono fondamentali ma alla fine le usiamo in moltissimi…io per primo) troviamo l’attacco nella parte superiore del casco per utilizzare un’action cam ma anche una luce per nostre notturne. Il sistema è molto semplice e velocissimo sia da mettere che da togliere (se uno non vuole averlo nelle foto quando non monta nulla, altrimenti lo può lasciare montato perchè davvero leggero e senza ingombro alcuno). E’ fatto di plastica dura e….non spaventatevi quando lo attaccate…fa un rumore forte cose se si dovessere rompere tutto ma è solo un effetto sonoro. Noi lo usiamo da mesi e lo rimuoviamo ogni volta durante i “lavori” per foto e video e non è mai successo nulla, anzi, devo dire che è ancora davvero solido, senza giochi (importante in fase di montaggio della cam).

Per quanto riguarda la visiera regolabile con una singola mano e fermo per il nastro della mascherina vi garantisco, è LA SOLUZIONE! Soprattuto durante questo lungo inverno ho utilizzato più la maschera che gli occhiali per mille motivi e il fatto di poter alzare la maschera durante le salite e tirarla giù in discesa, il tutto con una mano sola mentre pedalo (la visiera si alza alzando la maschera in pratica) è una di quelle cose….il mai più senza.
Molto utile anche nel momento in cui si usano gli occhiali perchè si infilano facilmente nelle feritoie apposite poste sulla fronte, abbassando poi la visiera non si muovono più neppure in discesa.

Per tirare le somme e fare un recap veloce direi che è un ottimo casco da mtb, si vede lo studio nella sostanza dell’articolo, si vede che è, assolutamente, al passo con i tempi e molti dettagli, amati dal biker che ama pedalare, sono stati curati a fondo. Detto ciò il casco è molto personale e quindi, se volete, consiglio diretto…..guardate qui, scegliete il posto più vicino e andate a provarlo, toccarlo e mettervelo in testa così capirete di cosa parlo.

Alla prossima
Fa’ – RCM Staff