Ieri sera ci siamo intrattenuti con i ragazzi di Fluyendo e con Tito e la sua ragazza, che quando può lo segue per il mondo. Il gruppo era decisamente eterogeneo e questo, come spesso accade, genera interesse e permette ad una serata di scorrere rapida fino a tarda notte. Per fortuna la sveglia di oggi non suonerà fino alle 8.30.

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Respetemos la NATURALEZA

Purtroppo Tito non sarà con noi oggi, inoltre partirà per tornare a casa domani, ma ci siamo scambiati i contatti e siamo sicuri che riusciremo a trovarci nuovamente per una bella session insieme.

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IMG_3473Il programma prevede di salire il più possibile in prossimità del Teide, il famoso vulcano che sovrasta tutta Tenerife con i suoi 3500m di altezza. La zona a ridosso della punta, così come dell’altopiano che la circonda, sono però vietate alle biciclette e dovremo quindi accontentarci di arrivare a quota 2200slm. Il versante è quello che si vede dal nostro balcone, quindi quello che punta verso la costa suP1110145P1110148d di El Medano. L’idea di base è infatti quella di partire da qui per arrivare a casa, in bici. Ma ci pensate una discesa unica da 2200m a 0 senza mai perdere di vista l’oceano. Bè, pensateci perché è qualcosa di fantastico.

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Neanche i problemi tecnici scalfiscono la bellezza di questa giornata

 

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Solo sentieri naturali…a volte sembra di essere su un tracciato lavorato!

Nuovamente la varietà floreale di Tenerife ci spiazza presentandoci in pochi minuti di auto fichi d’india, vitigni bassi e decisamente aridi e pini particolari. Questi ultimi sono molto simili ai nostri ma si sono evoluti diventando resistenti al fuoco. Essendosi sviluppati sulle pendici di un vulcano sono infatti in grado di rinascere anche una volta bruciati. Ci viene spiegato da Daniele, guida di Fluyendo Tenerife e biologo, che dai tronchi appena carbonizzati spuntano nuovi rami e gemme e, come la fenice, rinascono nuovi alberi a sostituire i precedenti.

 

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Trenini dell’ammmmmmore

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Mandorlo in fiore…. che profumo!!!

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Piccolo stop per riposare con vista niente male

Oggi rispetteremo in pieno l’idea di Raida come Mangi. Partiamo dall’antipasto, un breve trail per scaldarci. Una traccia su terreno molto secco con poco grip e una larga linea delimitata da pietre grige. É in realtà un percorso per i pedoni ma moderando la velocità e gestendo le relazioni in modo più cordiale possibile non incontriamo difficoltà a farci ben volere anche dai pochi fruitori che troviamo si questo nostro appetizer. Una piccola salita su strada bianca, con stupendi passaggi tra enormi rocce di un bel rosso scuro ci riporta in quota per presentarci il primo. Un altro tracciato “pedonale” , più lungo del precedente e con più varietà in quanto a linee e terreno. Dal battuto con pietre pronte a rotolarti sotto i tasselli delle ruote si passa a rocce fisse di tufo, rock garden, per poi tornare a zone con pietre piccole e tonde. I colori colpiscono per la loro vividezza e il terreno continua a presentarci tonalità di bianco, giallo, rosso intenso. La prima portata è stata spazzolata con gran gusto e un breve tratto che, per non affaticarci troppo spingiamo invece di pedalare, ci prepara subito alla portata principale del pasto, la discesa che ci farà perdere tanta di quella quota da starci male. Ogni costruzione che vediamo è uno spunto per rallentare il passo, così come un mandorlo in fiore e il fortissimo profumo che emana è un’occasione per fermarsi a fare un selfie. Una volta in cima l’oceano sembra lontano ed è difficile pensare che ci arriveremo con i nostri mezzi senza dare, volendo, un colpo di pedale.

 

Sovrastiamo il sud dell’isola, El Medano, la città dove alloggiamo, sembra una macchietta sulla costa, e già con gli occhi possiamo mangiare metri di sentiero che vediamo scorrere morbido svariati metri sotto di noi. Qualche foto panoramica e poi si parte. Il terreno è sempre più sdrucciolevole, la pozzolana rossa di sgretola sotto le mie gomme e la linea non è così precisa, sembra di sciare in neve fresca. La discesa continua su questo stile salvo presentare zone di rocce dure ma tendenti allo sgretolamento. Alcuni dei nostri azzardano una somiglianza con il sentiero “sant’Anna” di Sestri Levante, ma a mio avviso la percentuale di single track, rispetto alle placche di roccia da fare in aderenza, volge decisamente a favore di questo trail canario, rendendolo di fatto abbastanza diverso dalla comunque stupenda traccia nostrana.

 

On the top… quanti colori!

Ad un bivio aspettiamo la guida che ci indica di continuare per la strada di sinistra e ci mette in guardia. Se prima sembrava di surfare in neve fresca, ora sembra di farlo con un’attrezzatura non idonea. Gomma, cerchio, parte dei raggi, sprofondano senza opporre resistenza in una granita di pietruzze rosse e tonde. Non è facile tenere la linea ma dei canaloni naturali aiutano a non perdere la rotta. Usciamo quindi su una stradina e scatta la voglia di Townhill (a maggior ragione essendo con i ragazzi di Mystic Freeride, organizzatori dell’omonima gara). Ci sembra di essere nelle odierne downhill cittadine del sud America. Ogni muretto è una rampa, ogni cambio di pendenza un invito a staccare le ruote da terra. Finiamo quindi la run in una piccola piazza dominata da una grossa chiesa. Ci si ferma un secondo a riprendere fiato, si beve un sorso d’acqua dalla sacca idrica e si riparte in direzione El Medano con un trasferimento che non presenta difficoltà. Durante il tragitto mangiamo un panino molto buono con straccetti di carne bovina.Beviamo chi una coca, chi una birra. Concludiamo con un buon caffè. Piacevolmente stupiti ci accorgiamo di aver speso solo 4€ a testa per un pasto di tutto rispetto. Arrivati a ridosso della costa ci dirigiamo verso una montagnetta alta un centinaio di metri che divide due calette frequentate da surfisti. Ecco il nostro dessert.

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Spesso ci va un momento per realizzare quanto è stata bella la discesa appena finita

 

Dalla cima di questa parte infatti una linea davvero bella, molto in stile rampage ma ovviamente più fattibile. In realtà le linee da fare sarebbero molte ma bisognerebbe studiare dal basso le vie d’uscita, cosa impossibile da fare adesso dalla sommità. Se già la discesa presenta un grado di adrenalina elevato, il vento laterale davvero forte e a raffiche non aiuta, obbligandoci a moderare la velocità e a reagire alla continua spinta sul fianco sinistro che sposta le ruote ogni volte che queste non toccano terra. Una scarica di adrenalina di nemmeno un minuto ci fa urlare di gioia e ci guida ad una spiaggia con un fronte sabbioso di nemmeno 200m in cui un gruppo di tre surfisti stanno imparando le basi dello sport.

Tenerife Rampage! Si parte di qui e si finisce in una caletta incantata.

 

Sembra impossibile che si sia passati dai pini resistenti al fuoco, ai vitigni alti mezzo metro, ai mandorli in fiore, ai cactus spuntati sul terreno desertico a ridosso di una spiaggia, in nemmeno mezza giornata. IMG_3487Eppure Tenerife è anche questo. La giornata non poteva finire in altro modo se non andando a integrare le calorie perse con una bella dose di Sangria sul lungo mare di El Medano. Ci rilassiamo a vedere i kitesurf ei windsurf che popolano la costa e a ripensare alla giornata perfetta passata sui nostri mezzi a due ruote. Stasera dobbiamo festeggiare, ci giocheremo la carta -ristorante di pesce da local- consigliatoci da Daniele. Effettivamente le 8 portate di pesce freschissimo che abbiamo consumato a cena, accompagnate da un ottimo vino bianco autoctono risultano essere la giusta conclusione di una giornata come questa.

 

IMG_3484Enrico insiste nell’offrirci la cena sostenendo che sia il suo compleanno. La realtà secondo me è che sente di essersi regalato un’esperienza unica, una giornata che non si vive spesso. Forse allora è il compleanno di tutti noi che abbiamo condiviso questa avventura. Non lo so, l’unica certezza è che oggi abbiamo ricevuto davvero un bel regalo.

 

Canzone di oggi: Mumford and Sons-The Cave (Live in Red Rock)