tito

Tito in una curva “senza panorama”

La sveglia suona alle 7.40. Ma non dovremmo essere in vacanza? Capiremo dopo perché Daniele di Fluyendo Tenerife ci abbia dato un appuntamento così mattiniero (8.30 sotto casa)

Scendiamo dal nostro attico top di gamma e incontriamo, insieme al romano che ci guiderà in questa prima avventura Canaria, un ragazzo francese, capellone, tranquillo, ci dice solo che per oggi verrà con noi. No problem! Più siamo e meglio è!

Scopro solo dopo una breve chiacchierata che questo forte rider d’oltralpe, Tito Tomasi, è davvero un freerider come ne esistono pochi. Gira il mondo per filmare, creare report, visitare e conoscere nuove culture. Ha fatto del viaggiare in bici un lavoro che, insieme alla vendita di alcuni disegni o altre opere di pittura che lui stesso produce (l’unico rider del mondo ad essere sponsorizzato da Posca, l’azienda dei famosi UniPosca), gli permette di godere appieno della sua passione senza lo stress delle competizioni o di obiettivi a breve termine. Una persona davvero cordiale e umile che si è rivelata un grande valore aggiunto nella giornata odierna. É sempre bello conoscere nuovi riders e nuovi modi di intendere e vivere la mountain bike, trovare punti di accordo e disaccordo, trarre ispirazione e ragionare sul proprio approccio alla disciplina.

Montagne

Ingrandite la foto… vedrete un puntino azzurro… è sempre Tito su una curva con panorami mozzafiato

LEO la guida

Boia deh… e sò LEO!!!

Una volta esaurite le presentazioni si parte alla volta di Santa Cruz, zona nord dell’isola. Qui raccoglieremo Leonardo, super guida di origine viareggina che ci ha fatto piegare dalle risate tutto il giorno. Non servono battute forzate o sterili barzellette. Nell’intento di far capire noi tre italiani e Tito from France, il linguaggio di questo mito diventa una fusione di Italiano-Spagnolo-Inglese-neologismi vari. Quello che non manca mai in questo via vai di lingue è la forte cadenza viareggina, con le classiche C aspirate della toscana più vera. Anche i “moccoli” (dal toscano, in italiano sarebbero le bestemmia) che non mancano mai sulla bocca di un vero viareggino doc. Dice di essere venuto qui proprio per smettere di “moccolare”, nel farlo ecco che ne tira subito uno. Un altro lo segue spontaneo per il fastidio di aver appena detto il primo.

 

Alisei

Gli Alisei portano questa umidità che si vede nella parte alta della foto. Durante l’estate significa refrigerio dal gran caldo.. a Gennaio significa solo felpina!

Tra un sorriso e l’altro raggiungiamo la sommità delle colline sopra santa cruz nella zona di ANAGA. Ci viene spiegato che i trail qui non sono particolarmente semplici e soprattutto che per via dell’esposizione dell’isola qui è difficile trovare il bel tempo. Sin dall’Italia mi era stato spiegato che questa perla dell’Atlantico presenta una vasta gamma di vegetazione e di microclimi, meritandosi a ragione il titolo di micro-continente, più che di semplice isola. La parte Nord viene infatti battuta da perturbazioni per la maggior parte dell’anno, queste, portate dai venti Alisei, si infrangono contro le formazioni montane a ridosso della costa e in particolare contro il monte Teide, l’imponente vulcano che si pone al centro dell’isola, e vengono bloccate. Questo fa sì che la parte meridionale dell’isola (dove noi pernottiamo e dove gireremo per la maggior parte del tempo) risulti semi desertica, secca e decisamente più calda. In pratica in 30-40 minuti di macchina la temperatura si abbassa di una decina di gradi (20 al risveglio, 9 ad Anaga) e l’umidità aumenta spaventosamente. Anche la vegetazione cambia faccia, spuntano castani e alberi più marittimi al posto delle palme e dei cactus che circondano il nostro appartamento. il terreno si presenta compatto e quasi argilloso, in pratica sembra si stare in montagna in piena estate.

Le zone di Anaga in particolare sono difficili da trovare asciutte o comunque non zuppe d’acqua, ma per nostra fortuna in questi giorni non ha piovuto e le condizioni sono accessibili.

SpingiLEO

“Boia deh… o si pedala qualche km su asfalto o si fa na rampetta a piedi e siamo arrivati!”

Selfie panorama

let’s GO!! But first…. let me take a SELFIE!

Dopo le foto di rito e dopo esserci accertati di essere abbastanza coperti e pronti ad affrontare una giornata sui pedali partiamo iniziando a percorrere una serie di anelli molto flow. Si passa in breve tempo da zone di rocce porose fisse alla terra battuta con sponde naturali. Ad un certo punto un canalone con qualche salto non proprio naturale e degli appoggi da piega estrema ci fa letteralmente gridare dall’adrenalina. Le salite sono di norma blande, su larghi sterrati o strade asfaltate ma poco trafficate. Solo alcuni tagli brevi sono impegnativi ma, visto il mood, nessuno si vergogna a scendere dalla bici e spingere piuttosto che faticare. Perdere un minuto non è infatti un problema per nessuno, e anzi, diventa spesso motivo di chiacchiera o una buona scusa per scattare una foto.

Dei local hanno tracciato una breve linea di salti, facili e divertenti per tutti. Niente doppi, niente roba grossa, solo una buona zona ritmica dove decidiamo di fermarci a fare qualche video /foto. In realtà è solo una scusa per rifare più volte questo divertente tratto new school.

Panoramone

la vista sulla vallata.. è difficile tenere gli occhi sul trail quando si è qui. (per i più attenti è lo stesso panorama dietro la prima foto di Tito!)

Ogni discesa finisce con un “cinque” di rispetto tra tutti i rider coinvolti. Ogni salita viene affrontata in gruppo discutendo degli argomenti più disparati. Mi rendo conto di essere al punto di partenza solo quando la nostra guida, il prode Leonardo, si ferma consigliandoci di mangiare un boccone. Sono le 14.30??? Come è possibile, non mi sono assolutamente reso conto del passare del tempo e questo può significare solo una cosa. Mi sto divertendo di brutto!

 

 

Una coca, qualche “bocadillo” (panino/ snack / ha significati vari ma il concetto è di mettere qualcosa nella pancia) e si riparte. Adesso, ci dice il nostro fido Leo, pedaleremo qualche minuto per raggiungere un fantastico paesaggio (che purtroppo le nuvole basse ci coprono), per poi iniziare la lunghissima discesa che ci riporterà a Santa Cruz. Scollinando e rivolgendoci su un versante esposto verso il mare del monte che stiamo solcando, il paesaggio cambia radicalmente. Da un ambiente simile alla montagna nostrana ci si trova proiettati in un momento in un paesaggio che io, forse erroneamente, ho associato ai monti peruviani o cileni. Non sono mai stati in questi paesi ma dalle foto che si possono vedere sulle riviste me li immagino così. Grossi terrazzamenti e tanto verde intervallato da mulattiere pastorali e muretti a secco, case bianche, con tetto piatto, arroccate su uno di questi terrazzamenti e totalmente isolate dalla civiltà. Ammiriamo un secondo la valle che stiamo sovrastando ma gli Alisei incombono sul nostro cammino e le nuvole si muovono basse e rapide portando un’umidità palpabile, quasi una pioggerella finissima che comunque non ci bagna. Ci viene spiegato che nei mesi più caldi questo evento atmosferico viene molto apprezzato perché rinfresca piacevolmente verso fine pomeriggio, magari dopo una bella giornata in spiaggia. Ovviamente quando il termometro fa segnare 9°, l’effetto non è il medesimo. Ad ogni modo ci lanciamo su una discesa che da subito si presenta decisamente rocciosa e scassata. La prima parte veloce ci esalta, la zona centrale panoramica ci sconvolge, l’ultima super tecnica, quasi trialistica, ci dà il colpo di grazia. Arriviamo in fondo al trail totalmente sfatti, ma contenti di aver provato in un solo giorno così tanti terreni, di aver visto tanti panorami, di aver condiviso un’esperienza così forte con amici di nuova o vecchia data.

 

tramonto report

Tramonto… non ricordo l’orario ma la finestra aperta e il costume da bagno la dicono lunga sulla temperatura dell’isola!

Il furgone ci raccoglie in riva al mare della capitale, mentre Leonardo ci saluta per tornare a casa pedalando. Non è stato facile tenere gli occhi aperti nei 35-40 minuti di viaggio in furgone che ci hanno riportati all’appartamento, ma è proprio questo che desideriamo da una giornata di enduro… e poi ci siamo potuti svegliare con un rapido tuffo in mare. Diventa sempre più difficile pensare di essere a Gennaio!!!

Canzone di oggi: Big L- da Graveyard