Per il secondo anno di fila Sam Hill vince il campionato mondiale di Enduro in sella alla sua bici con pedali FLAT. L’australiano è probabilmente l’unico del circuito ad utilizzare questo tipo di pedale, eppure sembra che per lui tutte le discussioni sull’efficienza in pedalata, sulla leggerezza, sulla convenienza di essere vincolati alla bici in alcune situazioni non si applichino.

Da sempre noi di RCM siamo sostenitori dei pedali FLAT in ambito didattico. Se pur utilizzatori anche di sistemi clipless, abbiamo sempre individuato nei flat il pedale principale per imparare ad andare in bici. Del resto ogni aiuto meccanico può avere due funzioni, aumentare la performance, o sopperire ad una carenza tecnica. Chi, come noi, utilizza quindi i flat durante la stagione, non può non aver sentito parlare di 5.10. Questo marchio per primo ha introdotto una scarpa specifica da mtb per questo tipo di pedale, creando di fatto un nuovo segmento di mercato. Poiché abbiamo la fortuna di collaborare con questo marchio da tanti anni abbiamo ritrovato in garage una serie di scarpe utilizzate nel tempo che presentano una serie interminabile di segni della lotta col terreno o con le pedivelle. Una carrellata quindi di modelli e diversi utilizzi della famosa gomma Stealth che ha reso celebre questo marchio.

Come vedete i disegni delle suole sono sempre identificabili con dei “bottoni” non molto spessi, pensati per far affondare i pin dei pedali e permettere una presa davvero salda.

Vediamo però delle piccole differenze a livello di dimensioni dei “bottoni” e disegno della scarpa. Non è possibile vederlo ma anche la rigidità della suola varia di molto e vediamo di capire come questi cambiamenti, cambino la risposta sul pedale.

 

Questo modello è molto particolare. Non aveva stringhe ma solo uno strap al centro. In realtà la chiusura risultava buona sul collo del piede ma chiaramente non così avvolgente sulla punta. Sono scarpe da bici ma pensate più per un utilizzo urban. La suola è molto morbida e i bottoni piccoli permettono al piede di avere grip sul pedale, ma senza bloccarlo in modo definitivo. Sono scarpe ottime per chi si sposta tutti i giorni in bici per andare al lavoro.

Queste scarpe fanno parte della serie “freerider”. Nello specifico erano il primo PRO model di Danny Macaskill. La suola è perfetta nella tenuta e offre una grande sensibilità grazie alla tomaia non particolarmente rigida. La vera innovazione su questo modello era l’introduzione di un cuscinetto a livello del tallone per assorbire gli urti provenienti dagli impatti dei salti. Una protezione quindi che non infastidisce mentre si pedala, ma che salva quando si sbaglia. Ottime per utilizzo street-dirt, sono state usate più di un anno e si presentano ancora in ottime condizioni. (ps tra le nostre preferite!)

Questo modello denominato Freeride Contact, ancora in catalogo, ha introdotto un nuovo modo di concepire il pedale Flat. Si tratta della scarpa perfetta per chi pedala in salita e vuole stare fresco. Tutt’ora le utilizziamo nei corsi in cui non abbiamo la necessità di protezione delle impact (il modello da DH). La suola più rigida e il disegno totalmente piatto della suola permettono di non avere il piede bloccato fin da subito, la sensazione è quindi di poter aggiustare la posizione nei primi secondi di riding, salvo poi avere il “solito” grip 5-10 dopo pochi istanti. Questa versatilità, la leggerezza e la comodità ne fanno sicuramente la scarpa perfetta per chi vuole utilizzare i pedali flat non solo per scendere, ma anche per pedalare.

Le impact, qui in versione VXl, sono le primogenite. Le 5.10 sono nate proprio per le necessità della DH in cui chi scendeva con i flat aveva un gran bisogno di protezione da sassi e impatti indesiderati col terreno. Queste scarpe sono la diretta evoluzione delle prime Impact che hanno reso celebre il marchio. La scarpa è stata alleggerita e resa più confortevole (la impact è molto rigida). Il lavoro di allegerimento e di aumento di comfort non ha però inficiato le doti di protezione. Scarpe assolutamente consigliate per utilizzo freeride e DH. Sono ovviamente le più pesanti del lotto, quindi se volete anche pedalarci forse non fanno al caso vostro.

Le freerider pro sono le scarpe che portiamo sempre con noi in furgone (abbiamo un intero set per essere sempre pronti ad andare in bici!). Sono scarpe che uniscono una buona rigidità ad una protezione sulla punta del piede, dove davvero serve, e ad una leggerezza e comodità che le rende adatte anche a camminare (ad esempio in caso di portage). Sono quindi le scarpe più polivalenti ad oggi sul mercato. Perfette per qualche giro in bike park, ottime a pedalare grazie alla rigidità e alla discreta leggerezza, calzano come un guanto come tutte le altre 5.10 del resto. Azzeccate nel disegno e perfette per un utilizzo enduro – AM.

Tirando le somme possiamo vedere come questo marchio abbia creato ormai la scarpa perfetta per ogni tipo di utilizzo, e unendo il prodotto vincente, alla qualità costruttiva che fa apparire questi modelli ancora in forma dopo anni di abusi, ecco che capiamo subito perché 5.10 è un marchio che ha “calzato” davvero tanti rider negli ultimi anni.

Ora stiamo provando le nuove Impact PRO… ci abbiamo fatto mezza stagione inclusi tutte le settimane di camp estivi in montagna. Aspettatevi un tech al riguardo durante questo inverno!