Certo la pubblicità conta molto negli acquisti che facciamo e con Five Ten ormai è la norma non chiedere “una scarpa da flat” bensì “una 5.10”. Questo probabilmente è sintomo di una qualità e ottimo lavoro fatto negli ultimi anni da parte dell’azienda.
Detto ciò noi utilizziamo varie scarpe di questo marchio ed effettivamente il momento più difficile è….quando si deve scegliere il modello più giusto per noi. In RCM in pratica abbiamo gusti, esigenze e “pretese” differenti, soprattutto sulle flat. Io ad esempio ho scelto le “Freerider Contact” una scarpa comoda che mi permette di tenerle ai piedi tutto il giorno senza cuocermi i piedi anche quando sono in pausa o durante le lezioni.

In passato avevo le “Freerider” ma devo ammettere che questa nuova versione sistema tutti i contro del modello più “tranquillo” senza dover per forza andare su una scarpa più pesante/aggressiva. Nella pratica queste sono più rigide e più protettive grazie alla struttura rivista della parte anteriore mantenendo però la rete forata nella parte superiore che fa traspirare il piede. La rigidità permette di avere la giusta protezione dalle pietre che possono arrivare in discesa. La calzata è pazzesca, sembra di indossare le pantofole. Altro cambio notevole è la suola che nella parte centrale è liscia priva di intagli e che dà una certa libertà di movimento in scarico del piede andando inoltre a smorzare le piccole vibrazioni. Rispetto alla suola, vista la morbidezza ed il forte grip, consiglio pedali flat con pin non molto pronunciati perchè andrebbero a piantarsi troppo nella scarpa andando a consumare inutilmente la suola oltre il dovuto e a far perdere le caratteristiche descritte sopra.

 

Se ogni tanto vi capita di dover camminare per salite/discese ripide (per un pò di portage) la Freerider, beh, non è una scarpa da trekking o da cicloescursionismo ma nel complesso si comporta bene per essere di tipologia flat. Non avendo tasselli pronunciati non possiamo affidarci in toto a lei nei momenti di trazione su terra o pietrisco smosso, dove non si trova a suo agio, ma, nel momento in cui dovrete affrontare pietre fisse o scalini ad esempio, vi darà una grande mano grazie alla parte liscia che “aggrappa” parecchio sulla roccia (sarà perchè la suola Stealth nasce proprio per quello?)
Aggiungo che, come sempre mi è capitato con questo marchio, non fatevi ingannare dal primo giro che fate dove sembra che non tengano ecc… una volta “sporcata” la gomma e consumato il primo strato iniziano a lavorare a dovere e non tornerete più indietro. Devo ammettere che l’evoluzione della scarpa è notevole (mi sembra il giusto compromesso tra le “Freerider” e le vecchie “Baron”) e questa è realmente una scarpa da mtb a tutti gli effetti.
In ultimo penso che il focus dichiarato di queste scarpe sia corretto: giro trail, divertimento, periodi non freddi e bagnati.
A fine stagione vedremo lo stato di usura così da capire anche la durata sul lungo periodo, sia della scarpa che della suola in particolare.

Fa’ – RCM Staff