Al primo raduno RCM era presente Riccardo di Gist, era infatti impegnato a far provare a chiunque volesse (gratuitamente sulla propria bicicletta!) le ruote FIR e il relativo sistema deaneasy. Gran numero di persone, terreni tecnici e con rocce accuminate, è naturale che qualche problema sopraggiunga. Sia ben chiaro non alle ruote in test che hanno assicurato comfort e grip a tutti i tester, ma a chi purtroppo il sistema deaneasy non l’aveva suo malgrado. Insomma a metà del sabato uno dei partecipanti si trova con la gomma a terra. “Ma come è possibile! É tubeless non dovrei bucare! E perchè il lattice non ripara?….. grrr”. Piccolo taglietto sul battistrada alla base di un tassello, piccolo dicevamo ma abbastanza grande per rendere inutile il lavoro del lattice.

Si raduna il gruppo e inizia la solidarietà tra biker… gli RCM friends sono tutti riders educati e sanno che la solidarità e la gentilezza sono alla base di un buon giro in bici. “Io ho una camera” “io ho la bomboletta” “ma no usiamo la mia pompetta” “tieni qui i fazzolettini per pulire il lattice, buttali poi in questo sacchetto così non li lasciamo in giro”. Insomma in un momento il malcapitato si trova con una officia pronta da usare davanti al naso. Imbracciamo gli strumenti pronti all’operazione…… e sentiamo la voce di Riccardo che ci tranquillizza: “FATTO”.
“Fatto cosa?” è la nostra domanda. Nemmeno il tempo di toglierci lo zaino e lui stava già rigonfiando la gomma col sorriso stampato in faccia di chi ha appena dato uno schiaffo morale a tutti.

Perché vi sto raccontando tutto questo? Per farvi capire con quale stupore e sorpresa abbiamo incontrato per la prima volta il “Sahmurai Sword”!

Il sistema è banale e come tutte le cose “facili” che funzionano bene è geniale. Trattasi di un sistema di ritenzione dei vermetti all’interno del manubrio. Sostituendo i “bar-ends” con il samurai sword avrete sempre 1 vermetto e una lima per pulire la “ferita” della vostra gomma. Il sistema dicevamo funziona e rimane in sede grazie all’utilizzo di un expander a vite, attivato dalla rotazione del tappino stesso e aiutato nell’attirito da due o-ring. Banalmente quindi basterà infilare il samurai nel manubrio, “avvitare” di circa un giro il tappino (a mani nude o con i guanti, non servono attrezzi ovviamente) e il nostro tappo sarà in presa.
La struttura in plastica è leggera e, dopo mesi di utilizzo, possiamo affermare con certezza che è anche resistente. Montato sulla mia bici da park nonostante l’impatto con alberi, col terreno, con pietre (non è che cado spesso ma capita più di quanto pensiate!) entrambi i tappi sono in perfetto stato e sempre pronti all’uso. Insomma da quando abbiamo conosciuto il samurai sword l’abbiamo adottato su tutte le nostre biciclette, sono quegli accorgimenti che monti, lasci lì e di cui ti ricordi solo nel momento del bisogno.

Jack – RCMstaff

PS: Non sapete come mi dispiace non aver fatto una foto a Riccardo e alla soddisfazione narcisa sul suo viso in quel momento al raduno da farvi vedere…

(importatore – GIST)