Sono tanti anni che Maxxis è un riferimento per le gomme da ciclismo fuoristrada, al punto che spesso non sembra possibile aspettarsi cambiamenti e miglioramenti proprio da un’icona come questa! Invece ecco che veniamo puntualmente smentiti. Il nostro sport è in piena evoluzione, ormai le contaminazioni tra le discipline sono all’ordine del giorno, e il tipo di ostacoli che affrontiamo sui nostri trail sono in continua evoluzione. Per necessità, l’elemento della bici che è il primo contatto con il terreno deve evolversi in questa direzione e Maxxis propone una serie di nuovi modelli che seguono proprio questa tendenza.

Uno pneumatico che in questo periodo mi sta dando un grande feedback è l’AGGRESSOR. Gomma disegnata per un utilizzo trail aggressivo, che Maxxis definisce ottimizzato per un uso tra l’XC tecnico e l’AM. La versione che ho scelto è una 27,5 x 2.3, TR/EXO, montata al posteriore della mia Bergamont EnCore 8.0.

La sensazione che mi ha dato il vedere questa gomma la prima volta è stata positiva. Era montata su una Trailster test, che quel giorno a Finale ho usato per almeno quattro ore sui trail rocciosi. Sezione tonda senza esagerare, tasselli aperti, larghi, bassi, distanziati, intagliati e molto sagomati. Dimensioni generose, ma che strizzano l’occhio anche alla salita pedalata di 1200 metri D+. Da provare!

 

Dopo i giorni del FLOW, il gusto per quella gomma mi è rimasto. Alla prima occasione ne ho montata una e via a provarla! Il cerchio FIR, su cui ho montato l’Aggressor, ha una gola da 30, quindi il volume d’aria è bello ampio, le spalle della gomma lavorano bene, in armonia con la rigidità del cerchio, e si sente tanto in salita tecnica, aiutandomi nel ripido dove una bici da enduro non si sente a proprio agio.  Scorre bene, sorprendentemente bene anche sull’asfalto, e a vedere tutti quei tasselli non pensavo così tanto. Anche in discesa questa scorrevolezza è percepibile, mi diverto a guidare in conduzione completa, tenendo linee pulite e armoniose, che sono un piacere quando il posteriore mi segue con tanta facilità, senza perdite di aderenza per tutte le variazioni di incidenza a terra della gomma. Provo a forzare, vado al “mio” pistino, dove esiste solo terra battuta e durissima. Velocità sostenute e curve violente. Questo è stato il banco di prova di moltissimi materiali, che mettono a nudo le proprie potenzialità. Alzo la pressione delle gomme, qui è d’obbligo per “tirare” bene le curve, e cominciamo la sequenza di sponde… I cambi son neutri, le transizione tra un tassello e l’altro trasmette rapidità e trazione costante (non sono molte le gomme da AM che permettono questo), riesco a fidarmi del posteriore e carico schizzando fuori dalle paraboliche abbastanza forte da stapparmi un bel sorrisone al fondo dal trail! Bella storia! Mi piace! Questa è una gomma che rimarrà sulla mia bici!

Finalmente è arrivata la Front… E l’aggressor affronterà una nuova sfida… Più impegnativa questa volta: NEXT LEVEL!

-MISSI-