Il maxxis Griffin di questo test è un modello da DH, 27.5 X 2.4 in mescola 3C MaxxGrip. La carcassa è specifica per il downhill: DoubleDown,  quindi doppio spessore adatta ad un utilizzo estremo. Il tipo di disegno, invece, si discosta abbastanza dal tipico layout con blocchi importanti e ben distanziati, atti ad aggredire il terreno con massima efficacia.

Osservando il disegno del Griffin, si possono identificare due diverse zone che il designer ha caratterizzato in maniera differente per ottenere un pneumatico con caratteristiche particolari:
– la zona centrale, in cui i tasselli sono realizzati con diversi livelli di rampa, tipico delle gomme scorrevoli, e questi sono disposti a formare un continuo ben bilanciato, che già a vista fa immaginare delle transizioni di angolo molto morbide, con trasferimento del peso da un tassello al successivo in modo equilibrato ed uniforme.
– la seconda zona, quella laterale sulla spalla dello pneumatico, è composta da alti tasselli tipici del gravity, pronti a reagire ai pesanti carichi a cui saranno sottoposti. L’insieme sorprende forse un po’ proprio per la mancanza di aggressività visiva a cui siamo abituati in gomme specifiche per queste discipline, ma è anche il motivo per cui incuriosisce!
Il montaggio è facile, la gomma si adatta bene al cerchio tubeless nonostante il cerchietto rigido e tallona senza problemi, anche grazie all’immancabile sapone da gommista. Montato su un cerchio largo con gola da 30mm, la forma rimane molto rotonda, decisamente diversa dalla tipica forma di un classico High Roller, ad esempio.

In azione è una gomma molto più scorrevole delle sorelle, e permette una guida fluida specialmente sui trail lavorati molto compatti, come se ne sono trovati molti durante questa estate così secca. Maxxis consiglia di utilizzarla in condizioni intermedie, quindi NO fango (in effetti in queste condizioni rimane presto impaccata, perdendo di aderenza molto in fretta). Dove eccelle è nel guidato veloce, con cambi repentini di angolazione. Portata un po’ ai limiti, si percepisce una iniziale deriva, ma molto costante che ci indica che stiamo perdendo aderenza, quindi non scappa mai bruscamente senza aver prima “avvertito”. Proprio questo mi ha fatto scegliere per un montaggio sul posteriore, che a mio avviso, è l’utilizzo più adatto. La robusta carcassa fa il suo dovere alla grande, anche quando il battistrada ormai si è estinto, e nemmeno  le pietre di Fai della Paganella o le radici di Pleney hanno danneggiato la struttura, che risulta perfettamente regolare. In mescola 3C la resa “chilometrica” sul posteriore è buona, ma occhio a non derapare troppo! Nelle foto vedete al primo montaggio e il risultato in termini di consumo, dopo un dislivello complessivo di quasi 53.000 m D- (!)

La Maxxis Griffin 3C MaxxGrip è effettivamente una gomma per condizioni specifiche, che in realtà si rivelano proprio le condizioni estive tipiche Italiane (caldo polvere e secco).
E’ risultata molto più scorrevole di HR2, Minion DHF o DHR,  ed  in combinazione con una di queste all’anteriore può veramente dare gioia!

(distribuita da Ciclo Promo Components

Missi – RCM Staff