Premessa: sarò diretto e sincero come sempre (per chi mi conosce di persona, lo sa) anche se molti penseranno ad una marketta.

Inoltre per alcuni materiali e componenti non spiegherò quasi nulla ma vi rimando agli articoli del Tech dove abbiamo trattato (o tratteremo nel futuro prossimo) l’argomento più in dettaglio.

Ma andiamo con ordine, la Contrail 8.0, modello carbon/Alu da 29” con 120mm di escursione anteriore e posteriore, è una bici da marathon e/o all-mountain leggero super pedalabile, semplice nell’utilizzo ma non per questo banale, soprattutto in alcune scelte progettuali. Stilisticamente mi piace molto, amo le bici da trail, pulite, non grossolane ma che esprimono un senso di robustezza strutturale. I foderi del carro posteriore sono in Alu, gli inferiori si infulcrano nel triangolo in carbonio, i superiori si ancorano alla biella di rinvio senza archetto passaruota. 

Quindi….preoccupiamoci del mio mezzo….la Contrail 8.0

Il contesto in cui opera e il biker che porta è rivolto all’utilizzo trail, quello vero ma….cos’è il segmento “Trail”? A me ricorda tanto la domanda “cos’è il freeride?”. Riassumo cosi “apro il garage, scelgo quale bike usare…ah già ne ho una(!) allora qualunque uscita vorrò fare oggi la farò con questa, semplice”; deve essere la bici “totale”. Ecco il perché di alcune modifiche al montaggio di serie.

In taglia S (sono 1,70…quasi) il telaio risulta abbastanza grande rispetto alle misure di altri marchi risultando in linea con le tendenze attuali, valutate bene le misure che trovate sul sito Bergamont relative a questo modello per trovare il feeling migliore.
Sinceramente non vorrei parlarvi di questioni super tecniche anche perché on line si trova parecchia roba, quello che non si trova sono le sensazioni e il perché delle scelte personali.

Semplice nel funzionamento, ma non banale nella risposta e soprattutto divertente. Le modifiche da me apportate sono pensate più che altro a raggiungere quel feeling che cerco in una bici full “totale”. Per me la bici deve lavorare bene a livello di carro posteriore in discesa, avere stabilità di guida all’avantreno mantenendo la possibilità di giocare con la tecnica, spiccare in pedalabilità con un peso contenuto.

Non è poi quello che state cercando anche voi?
Ora analizziamo gli obiettivi in dettaglio per vedere se sono raggiunti e come sfruttarli al meglio.
Lavoro carro posteriore:
il quadrilatero funziona molto bene ma occhio a non sgonfiare troppo il RS Monarch, così facendo infatti perdereste la prima parte morbida trovandovi l’ammortizzatore che mura subito. Trovate il giusto compromesso tra il 25 e il 30% di sag (meno di 30% per me e sono 70kg).Vedrete che su questi valori il lavoro sarà ottimale.
Stabilità di guida all’avantreno:
Il telaio abbastanza lungo, ma senza esagerare, dona stabilità e permette di montare un attacco più corto (60mm) e relativo manubrio più largo (78cm). La bici si trasforma così da una versione marathon ad una vera bici da trail “interessanti” dove non avrete bisogno di rallentare o scendere
Possibilità di giocare:
Nonostante molti dicano che con le 29” non ci si diverte, beh, forse perché non le hanno modificate quel poco da cucirsele addosso. Io lo faccio ogni volta che monto una bici e questa Contrail si è adattata alla grande. Divertente quanto basta ti dà la possibilità, con un po’ di tecnica, di cavartela ovunque tu voglia andare (montagna, giro xc o park), il tutto, ovvio, con un leggero compromesso visto che non voglio perdere efficenza nel pedalato.
Pedalabilità:
…appunto, questa è la caratteristica che prediligo in una bici completa, non specifica ed ecco perché la scelta del formato 29”. Mi permette di pedalare al meglio e di avere un aiuto in periodi dove si riesce ad allenarsi meno causa i molti impegni. La Contrail, grazie alle sue geometrie da scalatrice, non si tira mai indietro a lunghe salite (che servono a raggiungere punti più alti per poi divertirsi in discesa!)
Peso contenuto:
Peso in versione Mr. Hyde: 13,800 completa di tutto con ruote e gomme da discesa.
Peso in versione Dr. Jeckill: 13,200 completa di tutto con ruote e gomme da trail.

 Volendo, ovviamente si può alleggerire ulteriormente, giocando con un altro fattore chiave…l’affidabilità nel giro “totale”

Altre “chicche” sono il reggisella telescopito Manitou che lavora veramente bene, senza giochi anche dopo parecchi mesi di utilizzo tra corsi ed uscite varie (a parte le tolleranze di normale funzionamento). E vogliamo parlare del passaggio cavi/tubi interno? Una facilità estrema di utilizzo ed una pulizia estetica di notevole fattura. Ancora una particolarità che mi porto dietro nel tappo delle manopole… Lo vedete quel simbolo? E’ il Sahmurai S.w.o.r.d. …. giusto per non rimanere a piedi.

La mia Contrail, come avrete già visto, è equipaggiata da una forcella Formula 33 che, essendo da 130mm, mi permette di alzare ed aprire l’angolo di sterzo, questo contribuisce a far cambiar pelle a questa bici molto camaleontica. Di casa Formula anche i nuovi freni Cura. Le ruote Fir Hyperlite con sistema DeanEasy completano la metamorfosi (dopo aver visto centinaia di forature e cerchi bollati sulle pietre mi chiedo…perché non montarlo??? Non ho risposta, datemela voi….).
Sella Tioga a garantire l’ottimo confort anche sulle lunghe uscite e perché no (non ditemi che voi non lo fate…..comunque io si) un pizzico di gusto estetico, mi piace un casino.
Vista la natura camaleontica di cui sopra la Contrail esce di serie con due gomme Maxxis Forecast, leggere e performanti su terreni non aggressivi (e taglia gomme), ma cmq un’ottimo pneumatico per quando volete avere la versione dott.Jackill. Quando, invece, la volete Mr. Hyde, aggressiva e solida per non preoccuparvi di cosa avviene là sotto (mentre volete dare sempre più gas) montate come me un Maxxis Minion F all’anteriore e un High Roller (o Minion R) al posteriore in sezione 2.3 e con protezione EXO, vedrete che cambiamento nell’utilizzo. Nel mezzo potete optare per questa Maxxis Aggressor (in versione da 29”ovvio) che risulterà un’ottima scelta soprattutto per il posteriore.

Nella mia versione vi posso confermare che la bici è una macchina da km. Comoda ed efficace nelle salite tecniche, precisa in percorrenza di curva, soprattutto le veloci, questo mezzo è un treno che sul tecnico in discesa è davvero mooolto divertente e maneggevole (sempre ricordando che è una 29”).
Ultima nota non da poco, la verniciatura di questa Bergamont si sta rivelando molto valida, nonostante i 1000 lavaggi ed utilizzi intensivi in tutte le condizioni atmosferiche. Ovviamente le nostre bici sono tutte protette dal sistema Forkover nei punti delicati, più che altro per mantenere in ottimo stato di forma telaio e forcella visti i trasporti che facciamo in ogni dove e con ogni mezzo (quindi meglio prevenire che curare dicevano…)

Che dire quindi, io sono più che soddisfatto e, se volete vederla/provarla chiedetemela al prossimo evento, sono geloso ma farò un eccezione.

Fa’ – RCM Staff